COMPORTAMENTO PASSIVO

Può capitare che la persona con demenza nel corso della malattia inizi a mostrare un comportamento passivo, caratterizzato da apatia e maggior facilità al pianto o una generale deflessione del tono dell’umore. In questi casi la persona che se ne prende cura potrebbe sperimentare un senso di impotenza e inefficacia nei tentativi di sollevare il tono dell’umore del proprio familiare.

Cosa fare quando la persona con demenza si mostra più triste e meno coinvolto? 

Di seguito qualche suggerimento:

  • Mostrarsi rassicuranti e accoglienti nei confronti delle emozioni espresse dalla persona con demenza. Validarlo, senza sminuirlo, magari facendosi spiegare perchè si sente in quel modo.
  • Entrare in empatia con la persona con demenza, utilizzando un tono calmo e tranquillo.
  • Stimolarlo dolcemente a fare delle attività per lui piacevoli e rinforzarlo positivamente quando riesce a portarle a termine o comunque quando inizia a farle.
  • Adottare un atteggiamento di cura fisica nei confronti della persona con demenza, accarezzarlo e abbracciarlo. La vicinanza alle sue emozioni passa anche attraverso il corpo e il comportamento non verbale.
  • Coinvolgerlo a svolgere anche compiti semplici, come farsi aiutare ad apparecchiare la tavola o preparare un pasto o fare insieme la lista della spesa. Qualsiasi cosa che per qualche momento lo tolga dalla bolla di isolamento in cui si sta trovando.

DIFFICOLTA’ DI RICORDARE LE COSE

La difficoltà di ricordare le cose (nomi, informazioni, appuntamenti ecc..), è un sintomo che compare gradualmente con più o meno severità. Le informazioni che sono più difficili da rievocare, solitamente, sono quelle nuove piuttosto che quelle “antiche” che sono maggiormente consolidate. Ciò può comportare vergogna della persona con demenza che non riesce più a ricordare come prima. Questa vergogna può essere espressa con rabbia o con maggiore isolamento sociale. Il caregiver di fronte a queste dimenticanze può provare un senso di difficoltà nel gestire al meglio il proprio comportamento per non contribuire all’imbarazzo della persona con demenza.

Il caregiver, quindi, appena si rende conto di tali difficoltà può intervenire utilizzando alcuni accorgimenti:

  • Aiutare con delicatezza la persona con demenza a ricordare le cose che sta cercando di rievocare. Non sminuirlo o farlo sentire sbagliato per queste dimenticanze.
  • Far rievocare più volte nel corso della giornata le informazioni da ricordare, rinforzandolo positivamente.
  •  Non pretendere dalla persona con demenza che ritorni ad avere la memoria di un tempo, ma semplicemente aiutarlo a ricordare per le sue possibilità attuali.
  • Scrivere un biglietto con le informazioni di base necessarie della persona con demenza da fargli tenere in tasca quando esce o si allontana da casa.
  • Favorire la partecipazione a gruppi di stimolazione cognitiva, utili per l’allenamento delle funzioni mnesiche e cognitive in generale.

ALTERAZIONE RITMO SONNO-VEGLIA

L’alterazione del ritmo sonno-veglia è un sintomo frequente in chi soffre di demenza che lo porta a stare sveglio e affaccendato di notte e sonnolente di giorno. Ciò comporta uno stato di nervosismo e confusione nella persona con demenza, ma anche difficoltà di gestione in chi se ne prende cura. Proprio da questa difficoltà nasce la domanda del caregiver: come comportarsi con la persona con demenza quandi si sveglia spesso durante la notte e durante il giorno ha sempre sonno ed è stanco?

Vediamo insieme alcuni suggerimenti:

  • Verificare che non ci siano suoni, luci o oggetti che disturbano la qualità del sonno della persona con demenza.
  • Assicurarsi che quando il familiare si dirige a letto abbia soddisfatto i suoi bisogni di fame, sete e bisogni fisiologici.
  •  Evitare il più possibile i riposini diurni, cercando di tenere impegnato il familiare in camminate o attività domestiche da svolgere in compagnia di qualcuno
  • Evitare l’assunzione di cibi stimolanti nelle ore tardo pomeridiane/ serali.
  • Evitare di dare notizie spiacevoli (o farle sentire dalla televisione) nelle ore tardo pomeridiane/ serali per non attivare emozioni negative ad esso connessi e che non avrebbero adeguato tempo per essere elaborati insieme a qualcuno.

NERVOSISMO

Prendersi cura di un familiare con demenza comporta responsabilità, preoccupazioni ed incombenze e a lungo termine può capitare di sentirsi affaticati, stressati e di conseguenza mostrarsi più tesi e nervosi con il familiare da accudire. Capita quindi di provare a capire come gestire meglio questa sensazione di nervosismo.

  1. Vediamo insieme alcuni consigli per gestire al meglio il carico connesso all’attività di cura.
  • Ritagliarsi uno spazio proprio in cui dedicarsi ai propri hobby (sport, giardinaggio, cucinare, attività manuali ecc…).
  • Dedicare almeno 30 minuti al giorno al rilassamento (fare un bagno caldo, fare degli esercizi di respirazione, training autogeno, mindfulness ecc..).
  • Mantenere le interazioni sociali con l’esterno (uscire con amici per prendere un caffè o invitarli a casa, partecipare a cene o attività in compagnia).
  • Partecipare a gruppi di auto aiuto per favorire la condivisione di esperienze e vissuti emotivi.