INAUGURAZIONE GARDALAND

Nei primi anni Settanta un gruppo di imprenditori veronesi, tornati entusiasti da un viaggio in California, pensarono di creare sul Lago di Garda una piccola copia di «Disneyland». In Italia non esisteva ancora nulla del genere e l’idea si concretizzò su un terreno di 90 mila metri quadrati a Castelnuovo, località Ronchi, una zona che allora non si poteva certo considerare «di punta» per il turismo gardesano.

Il 19 luglio 1975 viene inaugurato uno dei più grandi e importanti parchi divertimenti d’Europa: Gardaland!

All’inizio a Gardaland c’erano solo piccole attrazioni con giovani artisti che si esibivano in un unico orario giornaliero, ma nel corso degli anni Gardaland, il primo parco divertimenti sorto in Italia, è salito ai vertici europei e mondiali della sua categoria. Tuttavia, il successo inaspettato che riscuote il concetto di “parco dei divertimenti”, costringe anche il parco gardesano ad ampliarsi mediamente ogni 4 anni, migliorando la qualità delle attrazioni offerte e le tematizzazioni. Inizialmente, questa scelta si è resa necessaria per poter ospitare un numero di visitatori sempre crescente. Dalla fine degli anni novanta però, ampliamenti e nuove attrazioni si sono rese necessarie per poter fronteggiare la concorrenza nazionale ed europea sempre più predominante.

Con i suoi 600mila metri quadrati di attrazioni, Gardaland viene visitato ogni anno da circa 3 milioni di persone e, dati 2016 alla mano, figura ottavo tra i parchi europei con più visitatori. Nel 2011 Forbes l’ha inserito tra i primi dieci parchi al mondo, per fatturato e numero di visitatori.

ESORDIO UFFICIALE DEI ROLLING STONE

Il 12 luglio del 1962 era un giovedì, e come ogni giovedì al Marquee Club di Londra, Oxford Street, in programma c’era una serata blues. La band che doveva esibirsi, la Blues Incorporated del chitarrista Alexis Korner, quella  sera non potè presentarsi in quanto impegnata per un’apparizione in tv sulla BBC. A sostituire la Blues Incorporated ci pensò un gruppo di sei ragazzi un po’ scalmanati ma dannatamente bravi che sarebbero riusciti a far dimenticare i giovedì di Korner. Tra loro vi erano Brian Jones, Mick Jagger (voce e chitarra) e Keith Richards (chitarra e voce). Il giorno prima del concerto Brian decise di suonare con il nome di Rolling Stones, dal nome di una canzone del bluesman Muddy Waters. Gli altri componenti erano Dick Taylor (basso), Ian Stewart (piano) e Mick Avory (batteria).

La gente rimase estasiata dalla carica della loro musica. Certo, nessuno avrebbe mai immaginato di aver assistito al primo concerto di quella che sarebbe diventata in pochi anni una delle band più famose e ricercate del mondo, ma tutti tornarono a casa con la consapevolezza che quei Rolling Stones di strada ne avrebbero potuta fare.

PRIMO BIKINI DELLA STORIA

Il 5 luglio 1946 il sarto francese Louis Réard presenta ufficialmente un costume da bagno femminile in due pezzi che lascia la pancia scoperta: il bikini. Il costume era fatto con la carta di giornale e caratterizzato da una parte inferiore piuttosto ridotta.

Il nome richiama l’atollo di Bikini nelle Isole Marshall, nel quale negli stessi anni gli Stati Uniti conducevano test nucleari: Reard riteneva che l’introduzione del nuovo tipo di costume avrebbe avuto analoghi effetti esplosivi e dirompenti. Il costume era considerato talmente audace che tutte le modelle si rifiutarono di indossarlo; fu la spogliarellista Micheline Bernardini, allora ballerina diciottenne del Casinò di Parigi, ad accettare di fare da modella per Reard.

Per quasi dieci anni, il bikini fu considerato un tabù, qualcosa di proibito, di illecito e scandaloso: in molti degli Stati Uniti d’America era considerato illegale, e lo stesso Papa lo definì “peccaminoso”. A rendergli grazia, fu Brigtte Bardot che nel 1952, lo indossò nel film “Manina, la ragazza senza veli”, il cui titolo originale era proprio “The girl in the bikini”; fu solo nel 1962, però, che questo provocante modello di costume da bagno divenne popolare, grazie ad una famosissima scena del film “Licenza di uccidere” della serie Agente 007 in cui la splendidaUrsula Andress esce dall’acqua indossando un bikini bianco disegnato da Tessa Prendergast.

Il costume a due pezzi, comodo e seducente, iniziò presto ad essere introdotto in tutti i campi, dallo sport alla danza, e indossato da pallavolliste, attrici, pin up, ballerine di samba, e fu iniziato ad essere utilizzato nei concorsi di bellezza.

Oggi il bikini si è evoluto, e ha dato via a tanti modelli “strambi” come il trikini, il monokini, il tankini, il pubikini e persino il burquini (indossato da alcune donne arabe), ma resta una pietra miliare nella storia della moda e della nostra società.

INVENZIONE DEL SASSOFONO

Antoine-Joseph Sax, detto Adolphe, è l’inventore del sassofono, strumento che presentò a Parigi nel il 28 giugno 1846. Sax, membro di una famiglia franco-belga di costruttori di strumenti musicali in metallo, brevettò il suo sassofono come risultato del suo tentativo di migliorare il timbro del clarinetto basso. Sax partì dall’oficleide, uno strumento in ottone oggi caduto in disuso e rimpiazzato dalla tuba, sostituendo il bocchino a tazza in ottone con un bocchino ad ancia. Nel quale, cioè, non sono le vibrazioni delle labbra dello strumentista a trasmettersi alla colonna d’aria nel corpo dello strumento ma quelle di una sottile lamella di legno. L’accoglienza iniziale fu piuttosto tiepida perché proponeva suoni del tutto nuovi, soluzioni acustiche che all’epoca non furono capite sebbene il sassofono si possa considerare – insieme alla fisarmonica – uno dei primi strumenti dell’era moderna. Lo strumento fu in seguito impiegato da grandi compositori dell’epoca, come Hector Berlioz, e nel 1857 si istituì la prima cattedra di sassofono al conservatorio di Parigi: Sax ne fu il primo titolare.

A Sax si devono anche l’invenzione di molti altri strumenti come il saxotromba e la saxtuba: senza il suo genio forse non avremmo il Jazz e molta della musica contemporanea. Tuttavia Sax non riuscì mai a ottenere un vero profitto dalla sua invenzione e gli ultimi anni della sua vita li trascorse in povertà.